Acernews Maggio 2020

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"AUTOSUFFICIENTI IN MATERIA DI ASSISTENZA SANITARIA"

Una guerra tra “poveri”. E’ una delle battaglie più dure che il nostro territorio si prepara ad affrontare già a partire dalla prossima settimana, con sempre più famiglie che – piegate dalle conseguenze economiche dell’emergenza sanitaria – allungheranno la lista di attesa per un alloggio popolare. Dal punto di vista edilizio, potrebbe essere arrivato il momento di cambiamenti anche radicali. Patrizio Losi, architetto e presidente di Acer si pone il problema della portata di tale cambiamento. «Presidente Losi, in quale situazione versa attualmente l’edilizia residenziale pubblica?» «Non possiamo nascondere che la situazione attuale non è positiva. Le costruzioni sono spesso datate e non adeguate dal punto di vista sismico, né energetico. Le tipologie di alloggi non sempre soddisfano per dimensione le esigenze dei nuclei familiari e sono difficili da modificare (per gli standard costruttivi adottati ai tempi). Gli spazi a disposizione sono spesso inadeguati ad ospitare persone con disabilità (non solo fisiche), con l’ulteriore problema della collocazione in zone periferiche, dove ci sono carenze di servizi». «Come si preannuncia dunque la Fase2 per l’Erp?» «La richiesta di alloggi pubblici è cresciuta nel tempo, con fasi acute in cui la lista di attesa era di oltre 700 famiglie. La mancanza di fondi e, purtroppo, il disinteresse sul tema della casa soprattutto a livello nazionale, determinano un pericoloso aumento di tensione sociale. Le aziende che operano sul territorio svolgono un grande lavoro, tenendo conto che l’intera gestione (stipendi, manutenzione e altro) viene effettuata con l’incasso degli affitti. Spesso i Comuni sono lasciati soli e le risorse economiche (che negli anni sono sempre più limitate) si distribuiscono con priorità diverse». «Come conviveranno le direttive sanitarie con i criteri con cui sono realizzati gli alloggi?» «Distanza sociale, divieto di assembramento, uso di mascherine, guanti, gel igienizzanti determineranno e produrranno spazi e relativi usi diversi dagli attuali. Dovremo concepire regolamenti condominiali che, oltre al rispetto di regole comuni, avranno al loro interno anche parametri di socialità e rispetto dei nuovi dispositivi. Una convivenza dove gli spazi comuni avranno dimensioni e modalità d’uso diversi». «Quindi anche nuovi servizi…» «L’Erp deve essere considerato un patrimonio sociale che usufruisce di agevolazioni fiscali e di servizi declinati sulla funzione che svolge. Deve avere una autonomia finanziaria non più basata solamente sull’incasso dei canoni di affitto ma con meccanismi di fiscalità generale. Anche l’assistenza sanitaria dovrebbe trovare il proprio spazio. Le case popolari possono diventare un terreno di sperimentazione in questo senso. IO VIVO CON TE (dove IO rappresenta il soggetto pubblico) potrebbe essere lo slogan che accompagna questa visione. La residenza non più vista solo come rifugio fisico, ma anche assistenza sanitaria di base (con ambulatori di quartiere), sostegno sociale (assistenti sul territorio) e educazione. Entità autosufficienti a gestire i bisogni e risolvere le varie criticità in una logica dove la responsabilità personale diventa un valore». «Anche gli inquilini quindi devono fare la loro parte» «Responsabilità e autogestione sono componenti essenziali al punto da poter prevedere l’inserimento di clausole specifiche all’interno dei contratti di affitto. Partecipi e dai il tuo contributo, allora rimani. Non partecipi, non dai il tuo contributo allora esci (sulla base di valutazioni tipo Patente a Punti)».
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Acernews Maggio 2020 ultima modifica: 2020-05-10T11:51:25+00:00 da Sabrina Coronella
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