Tutti gli aspetti della Sicurezza: dalla prevenzione ai progetti nazionali ed europei

Tutti gli aspetti della Sicurezza: dalla prevenzione ai progetti nazionali ed europei

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In tema di sicurezza tutti sono concordi: prevenire è meglio che curare. Anche perché le cure, di questi tempi, sono molto costose. Così i partecipanti al Convegno “(IN)sicurezza nelle città” organizzato da Politecnico di Milano in collaborazione con Acer Piacenza hanno nei loro interventi sottolineato come i comportamenti “sani” siano una delle prime regole alla base di una convivenza civile e dai risvolti positivi. «Vetro rotto genera vetro rotto» ha ripetuto il viceprefetto Luigi Svic che ha poi aggiunto «per chi, come noi, ha il compito di tutelare la sicurezza pubblica, la rete tra cittadini, enti, autorità è fondamentale per raggiungere lo scopo. Così come importante è la distribuzionale razionale della popolazione nelle diverse aree urbane». Il vicesindaco di Piacenza Elena Baio ha ricordato come «l’insicurezza non è solo quella dei luoghi pubblici, purtroppo è anche tra le mura domestiche. L’Amministrazione Barbieri sta collaborando in modo positivo con Prefettura, Questura, Comandante dei Carabinieri e Forze dell’ordine tutte. Il passaggio più frequente dei mezzi delle Forze dell’ordine in città è spesso per i cittadini un segnale di controllo del territorio puntuale, di tranquillità. Dobbiamo infatti distinguere sempre tra “percezione” di insicurezza e reale pericolo. Per questo, il Comune sta organizzando, soprattutto per la popolazione più anziana, corsi che prevedono l’acquisizione dei principi di base per l’utilizzo della tecnologia. Solo per fare un esempio, i gruppi di vicinato che comunicano con Whatsup si stanno moltiplicando ed avendo effetti molto positivi non solo in termini di rassicurazione dei cittadini ma anche come partecipazione nel rendere i quartieri più attivi». La prevenzione in termini di educazione civica è stata trattata dal presidente di Acer Patrizio Losi che ha fornito alcuni importanti numeri di manutenzione straordinaria riferiti allo scorso anno. Tra questi, 25mila euro spesi al PEEP per ripristinare vetri e portoni compromessi da atti vandalici; 4mila euro per il ripristino degli estintori presi di mira soprattutto nei garage dei condomini; 3.500 euro per la riparazione delle sbarre automatiche di ingresso nei quartieri; le pulsantiere dei citofoni; o le pulsantiere di cabina prese di mira da utenti che “spengono” le sigarette sui pulsanti; in altri casi forzano le porte automatiche; durante i traslochi, nonostante le raccomandazioni preventive, gli impianti elevatori vengono usati come montacarichi con conseguenti blocchi e successive conseguenti riparazioni. Annualmente la spesa derivante da interventi oltre l’ordinaria manutenzione contrattuale, ammonta negli impianti del Comune di Piacenza a 15mila euro. Losi ha quindi spiegato gli atti concreti messi in campo da Acer in questi anni: dalle videocamere di sorveglianza al mediatore sociale fino al progetto di Acerino: «Credo che lo sforzo di Acer di andare oltre a quella che è la sua missione originaria – ovvero la gestione e la manutenzione degli alloggi ERP assegnati alle famiglie dal Comune – sia indispensabile per prevenire quelle situazioni conflittuali che sfociano poi in atti vandalici irrecuperabili. Il passaggio della funzione di mediazione all’interno di Acer ci consente di monitorare al meglio la situazione e di essere presenti in modo immediato sul campo, senza mai confondere il nostro ruolo con quello delle Forze dell’Ordine». L’assessore alla sicurezza del Comune di Piacenza, Luca Zandonella, ha evidenziato come sia fondamentale una rete per fare prevenzione. Da parte sua il Comune di Piacenza ha inserito nell’arredo urbano un contingente di 40 nuove telecamere. I nuovi quartieri poi, ha assicurato l’assessore, «saranno progettati secondo i criteri della sicurezza urbana». Sul tema è intervenuto anche il questore di Piacenza, Pietro Ostuni. «Bisogna iniziare a parlare di recupero degli spazi. E’ fondamentale. Spazi degradati richiamano attività illecite». Elena Mussinelli, del Politecnico di Milano, osserva come sia in atto un processo di «disidentificazione del cittadino nei confronti dello spazio pubblico che oggi diventa lo spazio di nessuno». Non solo in periferia, anche nei centri storici. Matteo Gambaro, sempre del Politecnico di Milano, fa la storia del rapporto tra spazio-pubblico e sicurezza che prende avvio fin dalla scuola di Chicago negli anni Trenta del secolo scorso. E’ Oscar Newman, nel 1972, a definire le basi che anche oggi devono essere seguite: «Primo: la territorialità, ovvero il sentirsi a casa propria. Secondo: la sorveglianza naturale. Terzo: l’immagine urbana. Qualità e bellezza richiamano qualità e bellezza. Quarto: la presenza delle persone». L’architetto Laura Peretti si è aggiudicata, grazie al suo progetto, la riqualificazione del Corviale, l’edificio popolare più grande d’Italia. Si trova a Roma ed è più lungo di un chilometro. Ha vinto il concorso per la rigenerazione del complesso, incentrata sulla costruzione del nuovo spazio pubblico. Noi non tocchiamo le abitazioni ma ci occupiamo di rimettere a sistema questo edificio tra la città e la campagna. «Non ci sono servizi e soprattutto rappresenta una barriera per gli stessi abitanti. Ho voluto cambiare la modalità di accesso con una piazza e aprendolo. Lo spazio pubblico deve essere diverso da come lo abbiamo concepito fino ad ora. Poi non è l’architettura sia sufficiente a creare la sicurezza. Occorre che i luoghi siano vivi e che siano attrezzati per esserlo». Gian Guido Nobili, coordinatore Forum Italiano per la Sicurezza Urbana, ha collaborato dieci anni fa alla stesura della norma europea che definisce i criteri e gli standard da applicare nella progettazione, nella gestione e nella manutenzione degli spazi pubblici. «Gli spazi pubblici possono essere progettati e gestiti per favorire la sorveglianza spontanea da parte dei cittadini - osserva -. Noi sappiamo che coloro che si identificano con il proprio spazio poi lo curano anche. In Emilia Romagna ci sono città che stanno sperimentando come Modena e Forlì». PER IL DISCORSO DEL PRESIDENTE LOSI CLICCA SUL LINK QUI SOTTO

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Tutti gli aspetti della Sicurezza: dalla prevenzione ai progetti nazionali ed europei ultima modifica: 2019-04-18T09:52:45+00:00 da Sabrina Coronella
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