Campo giochi a Barriera Farnese. Così il cortile torna ad essere un luogo di incontro

Campo giochi a Barriera Farnese. Così il cortile torna ad essere un luogo di incontro

cortile
Un bambino si avvicina su trampoli costruiti con i barattoli, un altro osserva incuriosito un cavallo di legno. Alcuni stanno giocando con il twister, un panno su cui sono ritagliati pezzi colorati di stoffa, altri invece sono impegnati in una gara di biglie su di una pista fatta con materiale riciclato. Attorno a loro i genitori. “Un cortile per amico”, iniziativa promossa da Unicef, Acer e Comune di Piacenza che ha colorato ieri pomeriggio Barriera Farnese, sembra avere raggiunto il proprio scopo: favorire la socializzazione del quartiere di case popolari. L’intenzione di Patrizio Losi, presidente di Acer, è infatti quella di interagire con gli inquilini. «E di farlo nel migliore modo possibile - aggiunge - sia con un’attività ordinaria, ad esempio di manutenzione, sia favorendo il contatto interpersonale tra chi abita in questi palazzi». Ecco che il cortile diventa allora luogo d’incontro «dove attenuare le tensioni sociali che ci sono nell’area». La scelta di portare i giochi di “un tempo che fu” a Barriera Farnese non è casuale. «Questo per Acer è un luogo di sperimentazione - prosegue Losi - il primo quartiere dove abbiamo installato le telecamere e il primo dove abbiamo Istituito il portierato sociale, una sorta di mediatore tra coloro che abitano qui e Acer. Perché “Un cortile per amico” è rivolto ai bambini, ma chiaramente anche agli adulti». Le case popolari dunque riscoprono i giochi di una volta. Alcuni bambini estraggono le cerbottane, altri hanno in mano dei gessetti, alcuni si cimentano con un gioco di memoria fatto con le conchiglie. Davanti a loro i banchi delle associazioni che collaborano con Unicef, “Gli stagionati” e “Le mani delle donne”, queste ultime sono le volontarie che danno forma alle Pigotte, le ormai celebri bamboLe solidali. Lidia Pastorini, del comitato provinciale Unicef, spiega così l’idea alla base della giornata di giochi: «La nostra volontà è quella di abituare i bambini a giocare in modo diverso, non virtuale, insegnare loro a costruire i giochi attraverso tutto ciò che offre un cortile. Ovunque c’è un agglomerato di case c’è uno spazio da condividere che permette di socializzare». L’appuntamento di ieri è quindi da considerarsi il primo step di un’iniziativa che promette di diventare itinerante, toccando nel prossimo futuro altri quartieri cittadini. Mentre Elisa Leoni, dell’associazione “Zero in condotta”, racconta come i giochi che stanno animando il pomeriggio di Barriera Farnese siano tutti realizzati dai bambini nei suoi laboratori, attraverso materiale di riuso, sull’erba i più piccoli adoperano Le mani - e la testa - per divertirsi.

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Campo giochi a Barriera Farnese. Così il cortile torna ad essere un luogo di incontro ultima modifica: 2019-09-30T06:58:31+00:00 da Sabrina Coronella
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